Riforma del welfare

Vado in pizzeria con gli amici, ordiniamo delle pizze ma scopro che al momento di dividere la spesa il patto è questo:

chi ha mangiato di più paga di meno.

Se questo sistema lo uso per impostare il nostro welfare, cosa faccio la prossima volta che devo andare in pizzeria? 

1 Non ci vado (evado totalmente le tasse)

2 Faccio il furbo, cerco di pagare meno di tutti così mangio di più (cerco di pagare il meno tasse possibile)

Ritornando al nostro welfare, perché mi conviene non pagare le tasse?

1 Perché più è basso il mio reddito e più aiuti ricevo

2 Perché anche se non pago le tasse usufruisco degli stessi servizi di che le paga, quindi ho diritto alla sanità gratis, alle medicine gratis, alla pensione ecc. ecc.

 

Ritornando al nostro welfare, teoricamente ed eticamente questo è il sistema perfetto, perché ogni cittadino contribuisce in base alle proprie possibilità.

Ma la teoria non è la pratica e la pratica è un fallimento su tutti i fronti.

Perché da cittadino dico: chi cazzo me la fa fare a lavorare di più, a sbattermi per pagare le tasse se più pago e meno ricevo?

Tanto vale che  dichiaro il meno possibile, che lavoro in nero, che evado il fisco.

 

Purtroppo il nostro welfare così come è impostato incentiva l’evasione e i furbi.

E noi siamo esattamente lo specchio di questo sistema, furbetti da tutte le parti, falsi invalidi, falsi percettori di reddito di cittadinanza, professionisti che guadagnano meno di un operaio, lavoratori in nero ecc. ecc.

Così non può reggere, infatti il debito pubblico è fuori controllo e ormai è tassata anche l’aria che respiriamo.

Ripeto, il welfare messo in piedi dal dopoguerra in poi era teoricamente il sistema ideale, ma in pratica non è sostenibile. Si vuol prendere atto che  bisogna fare qualche passo indietro?

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